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Parchi Regionali: la vexata quaestio dei criteri di imputazione della responsabilità civile per danni a terzi


Avv.Maurizia Venezia
L’annosa problematica riguarda la possibile imputabilità agli Ente Parco della responsabilità civile per danni in cui i terzi siano incorsi per fatti accaduti nei territori sottoposti alle cure degli stessi enti.
L’Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del
Parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente. Sono organi dell’Ente:
a) il Presidente;
b) il Consiglio direttivo;
c) la Giunta esecutiva;
d) il Collegio dei revisori del conti;
e) la Comunità del parco.
La tutela dei valori naturali ed ambientali affidata all’Ente parco è perseguita attraverso lo strumento del piano per il parco, che disciplina i seguenti contenuti:
a) organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela;
b) vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano;
c) sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani;
d) sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche;
e) indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere

L’Ente Parco, dalla lettura della normativa di riferimento, non assume la titolarità dei beni in gestione e neppure un potere autoritativo o sostitutivo, non potendo intervenire direttamente sul territori affidato in gestione, ma svolge esclusivamente attività di supporto e tutela sui territori affidati alle sue cure obiettivi e (non obblighi di mezzi) relativi alla tutela degli habitat e paesaggi, e difesa degli equilibri idraulici ed idrogeologici , quale titolare della posizione giuridica di “uso gratuito” dei territori, residuando la responsabilità primaria in capo all’Ente proprietario (Comune, Demanio, Regione).
In nessun punto delle leggi regionali istitutive dei Parchi (in generale) ed ancor meno in sede di Statuti, si rinviene un trasferimento del dovere di tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica in capo all’Ente Parco. Priva di effetto, e come tale impugnabile in sede giurisdizionale, sarebbe anche ogni eventuale ordine (rectius, ordinanza) con il quale l’Ente proprietario (Comune o Regione) delegasse impropriamente l’Ente Parco a sostituirsi ai doveri ricadenti sull’Ente proprietario ordinando di attivarsi per porre in essere attività di tutela dell’incolumità pubblica (Cons. Stato Sent. 4446/2017 del 22.9.2017).
Invero, a diversa conclusione si perviene nel caso di inquadramento della fattispecie nell’ipotesi di cui all’ 2051 cc, nel caso di azioni di risarcimento danni da parte di eventuali vittime di incidenti poiché: “In caso di sinistro come nella specie avvenuto all’interno o nell’ambito della cosa in custodia, dei danni conseguenti ad omessa o insufficiente relativa manutenzione il proprietario o il custode ( tale essendo anche il possessore, il detentore e il concessionario) risponde ex art. 2051 c.c., in ragione del particolare rapporto con la cosa che al medesimo deriva dalla disponibilità e dai poteri di effettivo controllo sulle medesime, salvo che dalla responsabilità presunta a suo carico si liberi dando la prova del caso fortuito”.
” (…) Ai diversi fini della prova liberatoria da fornirsi dal custode per sottrarsi a detta responsabilità è invero necessario distinguere tra le situazione di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della cosa in custodia e quelle provocate da una repentina ed imprevedibile alterazione della stessa. Solamente in quest’ultima ipotesi può configurarsi il caso fortuito, in particolare allorquando l’evento dannoso si sia verificato prima che il custode abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con la dovuta diligenza al fine di tempestivamente ovviarvi, la straordinaria ed imprevedibile situazione di pericolo determinatasi.”