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BLOCCATE DALL’ANTITRUST COME PRATICHE SCORRETTE E DANNOSE LE ATTIVAZIONI DI ENERGIA ELETTRICA E GAS IMPOSTE CON L’INGANNO DAI CALL CENTER

DALLA PARTE DEL CONSUMATORE

Avv. Maurizia Venezia

E’ innegabile come le continue telefonate a fini commerciali funestino le nostre giornate negli orari più impensati, spesso al momento dei pasti…Tuttavia, per molti malcapitati, spesso persone sole e di una certa età, oltre alla beffa del disturbo subito, vi è stato anche il danno di incappare in qualche “trappola” ordita ad arte dagli esperti del “telesetting outbound”, i contratti stipulati al telefono.

Artefici di tale vera e propria “truffa a distanza” sono state due società ( S.P. e U srl) da anni operanti nel settore della fornitura di energia elettrica (la prima anche di gas per civile abitazione) sanzionate dall’Antitrust al pagamento di una salatissima multa ed alla cessazione dei comportamenti abusivi ( per gli estremi identificativi delle due società ed il testo del provvedimento, pubblicato in data 19 novembre 2018, crf: http://www.agcm.it/pubblicazioni/bollettino-settimanale/2018/43/Bollettino-43-2018).

In realtà le due società in questione hanno ingannato i consumatori ed “estorto” loro, al telefono, senza un valido consenso, la stipula di un contratto di fornitura e l’esborso di somme di denaro.

Ma come è stato possibile tutto ciò? Il consumatore veniva raggiunto telefonicamente dall’operatore dell’agenzia di “call center” che si presentava, falsamente, come incaricato “dal Suo gestore di energia elettrica” (per lo più Enel Energia) e che forniva ampie rassicurazioni sulla circostanza che “la distribuzione” sarebbe avvenuta sempre ad opera di ENEL DISTRIBUZIONE, con mero cambio dell’intestatario della fattura.

Stranamente, gli operatori del call center erano in possesso di una banca di dati sensibili, ovvero informazioni su POP/PDR, Codici IBAN (!), che venivano lette ai consumatori al telefono e che gli stessi ovviamente confermavano, convincendosi sempre di più di parlare effettivamente con il loro gestore del contratto di energia e dando per tale ragione l’assenso alla registrazione della telefonata. Pochi giorni dopo la registrazione, in mancanza di un valido consenso al contratto, e solo grazie alle coordinate bancarie in loro possesso, le due Società disponevano un prelievo forzoso dal conto dei malcapitati della somma di euro 130, di cui euro 30 per attivazione del servizio, 100 per la quantificazione forfettaria del presunto futuro consumo di energia, come prospettato nel contratto letto al telefono dall’operatore del call center.

Tali condotte, come già accennato, dopo una lunga ed articolata istruttoria, che ha tenuto conto dell’elevatissimo numero di contratti stipulati attraverso tali fraudolente modalità, con relativi prelievi di somme di denaro, cadevano sotto la mannaia dell’Antistrust e subivano una pesante sanzione economica.

A nostro avviso ciò non basta ad evitare futuri abusi a danno dei consumatori, residuando il pericolo grave e concreto dell’esistenza di banche di dati sensibili non autorizzate, con rischio di indebita circolazione di informazioni importanti e personali. Non ci resta che rimanere in stato di allerta ed attivarci al più presto per ottenere un provvedimento giudiziale di sequestro e distruzione delle banche dati illegittimamente ed abusivamente presenti sul mercato!


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