DIRITTO D’AUTORE E PUBBLICI ESERCIZI: NON VI E’ VIOLAZIONE SE LA RETE WI-FI NON IMPEDISCE LA DIFFUSIONE DI OPERE ILLEGITTIMAMENTE SCARICATE DAGLI UTENTI

Quanti gestiscono locali pubblici o esercizi commerciali o attività comunque frequentate da utenza pubblica tireranno un sospiro di sollievo nell’apprendere la posizione di grande apertura dell’Unione Europea per quanto riguarda le possibili violazioni del diritto d’autore diffuse tramite wi-fi non adeguatamente “protetti”. A loro non può infatti essere imposto un adeguato sistema di filtraggio del file scaricati illegalmente.

Infatti, l’Avvocato generale della Corte di Giustizia, nella causa C-484/14  Tobias Mc Fadden / Sony Music Entertainment Germany GmbH, ha di recente precisato che un professionista che, nell’ambito della propria attività, gestisce una rete Wi-Fi con accesso a Internet, aperta gratuitamente al pubblico, non può essere ritenuto responsabile di una violazione dei diritti d’autore commessa da un utente di tale rete.

Imporre l’obbligo di proteggere l’accesso alla rete Wi-Fi, in quanto metodo di tutela del diritto d’autore su Internet, non rispetterebbe il requisito di un giusto equilibrio tra, da un lato, la tutela del diritto di proprietà intellettuale, di cui beneficiano i titolari di diritti d’autore, e, dall’altro, quella della libertà d’impresa di cui beneficiano i prestatori dei servizi di cui trattasi. Limitando l’accesso a comunicazioni lecite, tale misura implicherebbe, altresì, una limitazione della libertà di espressione e d’informazione. In modo più globale, l’eventuale generalizzazione dell’obbligo di proteggere le reti Wi-Fi, in quanto metodo di tutela del diritto d’autore su Internet, sarebbe tale da comportare uno svantaggio per la società nel suo insieme, che rischierebbe di superare il suo potenziale vantaggio per i titolari di tali diritti.

Sebbene le conclusioni dell’Avvocato generale non vincolino la Corte di giustizia, ricordiamo come il compito dell’Avvocato generale consista nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato e che è molto probabile che la Corte si adegui a tale prospettazione, anche tenuto conto dei propri precedenti orientamenti in casi simili.

L’Avvocato generale fa in particolare riferimento alle sentenze della Corte del 24 novembre 2011, Scarlet Extended (causa C-70/10: il diritto dell’Unione osta a un’ingiunzione, adottata da un giudice nazionale, volta a imporre a un fornitore di accesso a Internet la predisposizione di un sistema di filtraggio al fine di prevenire lo scaricamento illegale di file), del 16 febbraio 2012, Sabam :  al gestore di una piattaforma di rete sociale in linea non può essere imposto di predisporre un sistema di filtraggio generale, concernente tutti i suoi utenti, al fine di prevenire l’utilizzazione illecita di opere musicali e audiovisive).


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