Focus internazionalizzazione: perché investire in Macedonia

avv. Riccardo E. Di Vizio

La Macedonia da diversi anni è diventato un paese ambìto per molte forme di investimento, date le ottime possibilità di sviluppo ed espansione che offre sotto molteplici aspetti, economici, legislativi e fiscali. Negli ultimi anni la Macedonia ha infatti messo in atto importanti riforme strutturali in tutte le sfere sociali, e ha così rafforzato le istituzioni e il contesto imprenditoriale in generale . Il risultato di questi profondi mutamenti ha portato ad una stabilità politica e macroeconomica, lasciando ampio spazio per la crescita dell'economia.

Quali sono le ragioni per cui un imprenditore italiano dovrebbe cercare sbocchi commerciali in Macedonia o delocalizzarvi le attività produttive?

Le ragioni per investire in Macedonia sono molteplici:

  • accesso esentasse ad un mercato di 650 mln di consumatori per via di accordi multilaterali e bilaterali
  • eccellente posizione strategica
  • costo moderato della manodopera
  • la stabilità macroeconomica e politica 
  • Quali sono i benefici fiscali dell’internazionalizzazione in Macedonia?
  • imposta sull'utile aziendale e IRPEF pari a 10% - flat rate
  • l'imposta scende allo 0% se si opera nelle zone franche, oppure 0% nel caso di utili reinvestiti
  • I redditi dei contribuenti persone fisiche sono soggetti ad un’imposta proporzionale del 10% (flat tax) che per i soggetti residenti si applica su base mondiale (e, cioè, anche sui redditi prodotti all’estero).
  • I redditi delle società e degli altri enti dotati di personalità giuridica che svolgono un’attività commerciale sono soggetti all’imposta societaria, che, al pari della precedente, è pari al 10%. Con la riforma del 2015, l’imposta si applica su tutti gli utili realizzati nell’anno di riferimento e non solo su quelli distribuiti ed inoltre è stato previsto che la base imponibile dell’imposta societaria sia ridotta in relazione all’ammontare di investimenti effettuati dalla società in immobilizzazioni materiali e immateriali, con l’eccezione delle spese per l’acquisto di beni considerati di lusso (automobili, mobilio, attrezzature audiovisive e opere d’arte).
  • per quanto concerne gli aspetti fiscali, poi, allo scopo di attrarre investimenti esteri, il Governo macedone ha costituito 4 principali zone franche (esentasse) e altre zone - più piccole dislocate in diverse località nella Macedonia - in cui si può beneficiare di ulteriori agevolazioni. Le due maggiori zone franche sono situate nei pressi della capitale Skopje, aree tra le più attraenti vista anche l’adiacenza all’aeroporto internazionale e all’autostrada principale del paese. In queste regioni, la pressione fiscale sulle materie prime e i beni strumentali è pari a 0 così come il valore dell’aliquota IVA, IRES, IRPEF (per queste ultime due imposte l’agevolazione si applica ai primi dieci anni di attività).

Vi sono semplificazioni per la costituzione delle società?

  • Certamente: il sistema di sportello unico (costituzione società in soli 24 ore

Quale è la situazione a proposito di infrastrutture e settori in crescita economica?

  • infrastutture eccellenti: la Macedonia può contare infatti anche su una dotazione di ferrovie ed autostrade che danno vita ad un’efficiente rete di collegamenti con tutta l’Europa, oltre a garantire un facile accesso ai porti internazionali. Ben due gli aeroporti internazionali presenti (a Skopje, la capitale e Ohrid, nel sud-ovest del paese) che rendono la Macedonia facilmente raggiungibile - soprattutto dall’Italia - e garantiscono un’efficace circolazione delle merci.
  • settori in crescita economica: tra i settori maggiormente in crescita si segnalano quelli legati all’esportazione, l’esternalizzazione dei processi aziendali, tra tutti i Call Center ed il ramo della tecnologia IT e CAD/CAM. Non è un caso dunque che la Macedonia occupi al 12° posto dell’Ease of doing business ranking, stilato dalla Banca Mondiale, in occasione della pubblicazione del Doing Business 2016: Measuring Regulatory Quality and Efficiency, nonché al 2° posto (dopo la Nuova Zelanda) nell’Ease of starting a business ranking.

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