IL MARCHIO ADIDAS SI OPPONE CON SUCCESSO REGISTRAZIONE COMUNITARIA DI ALTRI MARCHI A STRISCE PARALLELE

Dott.ssa Loredana Vittorelli*

Avv. Maurizia Venezia**

E’ recentissima l’ordinanza con cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-396/15 P Shoe Branding Europe BVBA/Adidas AG) dà ragione ad ADIDAS nella sua opposizione alla registrazione, come marchio comunitario, di strisce parallele apposte sul lato delle calzature sportive.

La questione era sorta nel 2009, quando la Shoe Branding Europe, società belga, chiede all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI) di registrare il marchio comunitario per calzature raffigurato con due strisce laterali.

ADIDAS, ritenendo che tale marchio creasse confusione nei consumatori, stante la sua straordinaria somiglianza/quasi identità con il proprio, propone ricorso al Tribunale di prima istanza. Invero, il marchio, segno distintivo apposto dall’imprenditore commerciale per distinguere i propri prodotti e/o servizi da quelli di altri imprenditori, postula l’esistenza di rigorosi requisiti per poter costituire una valida privativa industriale. Primo fra tutti la novità, ovvero il non essere stato già registrato da altro imprenditore un segno uguale o simile per la medesima categoria merceologica di beni o servizi o per una categoria merceologica che, nella rappresentazione dei consumatori, provenga dalla medesima fonte produttiva. Dal confronto delle due foto dei marchi in contesa è evidente come gli stessi siano molto simili ed ineriscano ai medesimi prodotti: articoli di calzature sportive. Il rischio di confusione per il consumatore medio, di normale avvedutezza e capacità, è altissimo.

Sulla base di queste considerazioni, il Tribunale di prima istanza accoglie il ricorso di ADIDAS sottolineando che, dal confronto tra i due marchi, l’impressione complessiva prodotta è, in un certo grado, simile in ragione di elementi manifestamente comuni (ossia l’esistenza di strisce parallele oblique, equidistanti, della stessa larghezza, che contrastano con il colore di base della calzatura e poste sulla parte laterale della stessa). La Shoe Branding Europe propone impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia. La Corte di Giustizia, nell’ordinanza del 17 febbraio 2016 giudica corretta la pronuncia del Tribunale, confermandola ed evidenziando come le differenze minori che sussistono tra i due marchi (ossia la diversa lunghezza delle strisce che dipende dalla diversa inclinazione) non sono tali da influenzare l’impressione complessiva data dalla presenza di larghe strisce oblique sulla parte laterale della calzatura e che le differenze relative al numero di strisce e alla lunghezza delle stesse non siano sufficienti a rimettere in discussione le somiglianze esistenti tra i marchi controversi.

*Responsabile Cicas Lazio Settore Marchi e Brevetti

** DViuris Law Firm


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